Proemio
Agosto. Ho un lavoretto, una casa in costruzione con il ragazzo con cui sto da 6 anni, gli amici di sempre, una famiglia straordinariamente normale. Ma ho troppe pretese di grandezza per contemplare il concetto dell'accontentarsi. Non sono più innamorata, i miei sogni camminano già altrove. Nessuno se l'aspetta. Exit.
Atto I
31 ottobre. Accetto di conoscere una persona con cui ho un'amicizia virtuale da circa 5 anni. Lui ascolta i Sigur Ros, ha girato la Spagna in macchina telefonandomi da Barcellona, mi dedica Yeats. Lui potrebbe camminare con me. Lui, il giorno dopo dice di amarmi.
Atto II
1000 km di distanza non sono una sciocchezza. Significano ore ed ore di treno per dormire assieme il sabato notte, scambiandosi i libri per il ritorno (ti dò un Goldman in cambio di un Gaiman?). Fanno perdere il contatto con la realtà, perchè tutta la propria forza ed energia si tende a godere di una manciata di minuti alla settimana, che oltretutto non si possono condividere con nessun altro. Fanno fare scelte incomprensibili a chiunque.
Atto III
28 dicembre. Lui sale a conoscere la mia famiglia. Due giorni, ed io riparto con lui, lasciando tutto. Mi si accusa di incoerenza e crudeltà, mi si diagnosticano i peggiori squilibri mentali ed ormonali. Nessuno contempla che a 26 anni si possa contemplare la prospettiva del rischio, in cambio della speranza di un senso. Nessuno, tranne la mia squilibrata e normalissima famiglia, che ci abbraccia e ci saluta.
Behind scenes
Fa caldo qui. Scorazziamo in moto, andiamo al parco a leggere, passeggiamo. Lavoriamo molto, e la sera spesso siamo molto stanchi. Non ho mai desiderato nessuno tanto profondamente, e vista l'ambiguità della mia natura, un tale amore si accompagna inevitabilmente ad un sordo rancore. Ci sono momenti in cui l'assenza della mia famiglia, dei miei amici, e di qualsiasi contatto umano che non abbia il suo volto alimentano dentro di me una rabbia accecante. Ieri sera ho avuto terrore di me stessa: una linea di febbre mi aveva costretta a letto, e il fatto che lui anzichè starmi vicino fosse di sotto con un amico ha prodotto nella mia mente un rigurgito di veleno puro. Ma io non sono questo, non voglio essere questo. Era il mio maglione a stelle, è l'uomo che mi sommerge di libri e ninnoli, che capisce il mio umorismo e sa non essere mai scontato. Allo stesso tempo, è l'uomo che non può discutere senza spingere, che cova una gelosia ossessiva ed invadente, che mi fa sbalzare dalle vette di un amore immenso alle paludi della solitudine. La risposta alla domanda "Sono felice?" segue l'andamento di queste previsioni metereologiche primaverili. Oggi tira un gran vento, domani spunterà il sole seguito da acquazzoni, dopodomani chissà. Lasciamoci guidare.








